In questa raccolta analizziamo una serie di fotografie, una per una, per allenare l'occhio: che cosa funziona, come sono costruite, quali scelte compositive le rendono efficaci. Sono le letture fotografiche del Manuale, un esercizio di lettura dell'immagine che vale quanto lo scatto.

Volterra

di Antonio

Volterra: lettura compositiva di una fotografia
Volterra di Antonio

Antonio mi ha mandato questa bella immagine scattata con la sua Nikon 3300 e Nikon 70-300. Trovo l’immagine molto suggestiva e ben composta. Ho apprezzato molto l’equilibrio compositivo: ad esempio la linea di alberi in alto che va a perdersi nell’angolo in alto a destra funziona molto bene ( e proprio di linee parleremo tra qualche giorno!!). Sapientemente Antonio ha lasciato il casale sulla parte bassa dell’inquadratura privilegiando, alle morbide curve dei campi, le splendide linee di luce che si creano grazie agli alberi e alla foschia, che sono il punto di forza dell’immagine! Proprio per dare più evidenza a queste linee ho provato a recuperare leggermente i neri, forse l’immagine in questo modo risulta un po’ più incisiva e credo che tutto sommato non perda il suo mood onirico.

L’immagine ha un’evidente dominante giallo/verde. Immagino sia un voluto effetto di post quasi seppiato, forse per rendere l’immagine più “vintage”. Mi chiedo se fosse necessaria una scelta così forte, tenuto conto che l’immagine a livello compositivo è già, secondo me, piuttosto efficace. Se ci leggi Antonio facci sapere! Comunque grazie di aver condiviso con noi e davvero ottimo lavoro!!!

Cielo in quarantena

di Loris

Cielo in quarantena: lettura compositiva di una fotografia
Cielo in quarantena di Loris

Grazie Loris per questa immagine. Loris in tempo di quarantena si è giustamente guardato intorno: si fotografa ciò che si può! Un cielo piuttosto inquietante e scuro vela un pallido cielo. Penso che questo particolare periodo abbia suscitato questi sentimenti un po’ cupi che ben si sposano con questa situazione. Il costrutto dell’immagine è molto centrale e secondo me funziona e la dinamica è lasciata alle onde delle nuvole.

Visto che ho ormai sta diventando una consuetudine.. provo a pasticciare anche questa foto. (Precisazione: il pasticciare le foto non è tanto per dare peso esagerato alla post-produzione perchè molte cose si potrebbero fare in fase di scatto, ma naturalmente è l’unica cosa che posso fare a parte il ritaglio). E’ poi secondo me interessante vedere come piccoli cambiamenti possono modificare il mood di un’immagine anche in modo significativo. In questo caso ho “incattivito il cielo” rendendolo più “pesante”. Ma non è detto che la foto sia meglio o peggio, dipende da cosa si vuol dire.. ecco perché vorrei chiedere a Loris, se ci legge, di provare a mandarci nei commenti un titolo per la tua foto. Anzi mi hai proprio ispirata un esercizio!

Lungomare di Cecina

di Salvatore

Lungomare di Cecina: lettura compositiva di una fotografia
Lungomare di Cecina di Salvatore

Grazie a Salvatore che mi ha inviato questa immagine che ha catturato durante una passeggiata sul lungo mare di Cecina. La scelta della silhouette in queste condizioni di luce credo che sia sicuramente stata la scelta migliore! Mi piace molto il riflesso del sole nell’acqua, anche se forse la palla del sole così bruciata è un po’ invadente. Forse un’esposizione diversa o una diversa chiusura di diaframma avrebbe potuto aiutare( anche se è difficile dirlo “a distanza”) . Credo che questo sia un esempio in cui sia molto complicato proprio trasportare i sentimenti nell’immagine ( come suggerito nei miei post per esempio, per esempio L’effetto MMM o Guardare ) . Immaginiamo ( e sto solo immaginando naturalmente) quello che poteva trasmettere questa immagine: contemplazione da parte dell’uomo di questo grande spettacolo?!

Allora ho provato a togliere un po’ di elementi e pulire l’immagine, ho spostato l’uomo sulla destra (sempre con il ritaglio) in modo che desse più la sensazione di “spettatore” . Un leggero contrasto ha evidenziato il cielo in modo da dare più peso alla natura e meno all’uomo che come detto prima diventa spettatore… Questa è un’idea? Che dite?

Grazie mille Salvatore e continua a dare la caccia alle immagini come in questo caso!

Cornovaglia

di Francesca

Cornovaglia: lettura compositiva di una fotografia
Cornovaglia di Francesca

Grazie a Francesca che mi ha inviato questa suggestiva immagine catturata in Cornovaglia, in cui si vede un gabbiano (credo) appollaiato sul tetto durante un colorato tramonto (credo). La posizione molto defilata del gabbiano mi piace molto perché lascia spazio al cielo e alle pianure sottostanti. Anche la profondità di campo consente di intendere lo sfondo senza essere troppo “invadente”. Forse un po’ sottoesposto il gabbiano ma in generale il cielo in questo modo ne ha guadagnato di intensità!

Trovo un piccolo elemento di disturbo nella linea della grondaia in basso, un po’ tagliata, e nella curva della parabola (credo). Il mio occhio continua a scendere lì. Avrei probabilmente provato a sollevare leggermente l’inquadratura per ripulire il tetto e di conseguenza includere nell’inquadratura un po’ più di cielo, che con quel colore scuro e inquietante mi sembra molto significativo e credo che racconti bene il clima del posto.

Qui ho provato, naturalmente con il ritaglio, a togliere gli elementi in basso. Ho sperimentato 2 tagli diversi. Provare diverse piccole modifiche nell’inquadratura (in fase di scatto) può essere molto utile. Il primo taglio che avevo fatto mi sembrava un po’ “asfittico” perché chiuso, stretto, così ho provato a tenere un pezzo di parabola. Che dite?! Grazie mille Francesca!

Mont-Saint-Michel

di Marco

Mont-Saint-Michel: lettura compositiva di una fotografia
Mont-Saint-Michel di Marco

Marco mi scrive:

Le-Mont-Saint-Michel è una tappa obbligata per chi visita la Bretagna e la Normandia, bellissimo e spettacolare visto dall’esterno, troppo turistico e brulicante di gente quando si superano le mura. Tantissimi turisti fotografano l’abbazia con le sue possenti mura, io, invece, volevo fotografare dall’abbazia. Guardando l’immenso spazio che la circonda, la distesa di sabbia e campi, l’orizzonte che si vede in lontananza, tutte queste cose fanno mancare il fiato : troppo spazio, troppa aria, quasi troppo ossigeno da respirare in questo spazio immenso. Per chi, come me, vive circondato dalle montagne, trovarsi con tutto quello spazio è inebriante e terribile allo stesso tempo. Ho cercato dunque una composizione che riflettesse la situazione in cui mi trovavo e memore del workshop di fotografia di viaggio e di paesaggio fatto qualche mese prima, decido per uno scatto verticale con un elemento in basso che dia il senso delle proporzioni e l’orizzonte in alto per dare la sensazione di infinito : ci sono riuscito ? Non so dare una risposta, ma a me questa foto piace e tanto mi basta.

Ho riportato il commento che mi ha inviato Marco perché mi sembra molto interessante il ragionamento che ha fatto! Da un lato il desiderio di andare oltre una foto vista e rivista, seppur bellissima, di un luogo molto famoso e dall’altro il desiderio di esprimere le proprie emozioni. Il risultato è una foto sicuramente non banale. Una di quelle immagini non da “effetto wow” ma molto introspettiva, che va studiata. L’edificio cattura la nostra attenzione e con le figure umane ci rende bene l’idea della dimensione ma allo stesso tempo “punta” verso l’infinito. Il nostro occhio viene spinto verso l’orizzonte, che, molto lontano, trasmette bene il senso di vastità.

Non è facile raccontare fotograficamente il vuoto e mi sembra che Marco ci sia riuscito bene.

Forse avrei provato a mettere l’edificio più a sinistra togliendo le pietre che “fanno un po’ disordine” e per sfruttare meglio la curva del ponte di pietra (la famosa freccia dell’edificio punta verso destra e scappa un pochino). Al centro in fondo si vede un piccolo corso d’acqua con un’ansa, quello funziona molto bene e avrei cercato con l’inquadratura di far puntare l’edificio verso quel particolare e dargli un più importanza (non so poi nella condizione pratica se spostarsi poteva essere possibile).

In generale mi sembra che Marco abbia fatto centro. Sarà anche che amo molto i tagli verticali! Che dite?

La natura vince sempre

di Matteo

La natura vince sempre: lettura compositiva di una fotografia
La natura vince sempre di Matteo

L’amico Matteo mi manda mi manda questa foto dal titolo “La natura vince sempre”. Mi piace molto il mood della foto e il cromatismo. Devo dire che ci ho messo un attimo a realizzare il titolo: ho visto il germano “in corsa” davanti al canottiere solo in un secondo tempo.

Di per sé una foto non immediata e meditativa a me piace molto, ma in questo caso la mia sensazione è che ci siano tanti elementi nell’immagine e ho fatto un po’ fatica a metterne a fuoco il tema. Non sono un’amante dei ritagli fuori standard ( l’originale inviato è in 16:9) , ma ho provato a togliere parte del paesaggio, per semplificare l’immagine e dare più peso ai riflessi degli alberi che sono molto belli.

Nel mio taglio ( che non amo particolarmente perché lo trovo troppo chiuso) credo che il germano sia molto più in evidenza, peccato però avere eliminato il cielo e la foschia che mi piacevano molto. La fotografia è spesso una questione di scelte e compromessi.

Non contenta quindi ho provato a fare un orrido lavoro di timbroclone del quale mi vergogno profondamente e per il quale chiedo perdono a Matteo da qui all’eternità. Poiché la testa del canoista e il pennuto centrale creavano per me una direttrice forte, ho provato a mettere proprio lì il germano: mi sembra che la foto funzioni molto meglio! L’occhio mi cade immediatamente lì! Ora questo esperimento non è per dire di spostare la roba nelle foto con il timbroclone!!! (fulmini e saette su di me!!!) Ma è per dire che il momento giusto in fotografia è davvero importante!

Che dite?!

Ecco il sole che va a dormire…

di Sara

Ecco il sole che va a dormire…: lettura compositiva di una fotografia
Ecco il sole che va a dormire… di Sara

Grazie a Sara che mi ha mandato questa calda immagine di un favoloso tramonto.

Sara ha scelto una inquadratura molto ampia che lascia l’orizzonte in basso. Giustamente ha preferito dare spazio al cielo e alle sue incredibili sfumature. L’esposizione, che non è mai banale quando si affronta il controluce, mi sembra gestita molto bene. La scelta molto ampia come già detto premia il cielo, ma forse anche troppo: a sinistra si vede una nuvola molto bella, perché è colorata di arancione, ma è appena accennata e scompare un pochino, mi sono chiesta perché non sia stato dato un po’ più di peso in quella direzione, mentre sulla destra il cielo è un pochino vuoto. Forse avrei inquadrato un po’ più a sinistra per dare maggior rilievo a quella nuvola. Ho provato a chiudere un po’ l’inquadratura per dare un maggiore equilibrio.

Sul lato sinistro si vede l’orizzonte che pare “arrampicarsi” un po’, probabilmente un difetto di lente: in generale non sono cose che mi disturbano eccessivamente, ma qui dove la protagonista è proprio questa bellissima linea tra cielo e mare forse avrei provato a recuperarlo in post-produzione.

Ho poi a livello “accademico” cercato di analizzare 2 tagli diversi, la grossa differenza si evidenzia in basso a destra, nel primo taglio l’orizzonte è chiuso dalla costa mentre nel secondo l’orizzonte non viene interrotto. La prima foto è più raccolta, più intima, mentre la seconda scivola via ed è più sfuggente. Tutto questo per dire che anche piccoli particolari possono cambiare molto il mood dell’immagine!

In cammino verso il vulcano

di Luca

In cammino verso il vulcano: lettura compositiva di una fotografia
In cammino verso il vulcano di Luca

Luca mi ha mandato questa foto scattata in Islanda. Quindi era certo che non mi sarebbe passata inosservata. Direi che Luca ha saputo usare in modo sapiente la linea del sentiero che bene si armonizza con le linee dei monti. Molto bello il gradiente di tonalità con lo sfumare attraverso fumo e nebbia della montagna sullo sfondo.

Una nota particolare per la figura umana che aiuta a trasmettere coinvolgimento e ci regala un soggetto efficace per l’immagine. Immaginatela senza il viaggiatore solitario (ok viaggiatrice solitaria): la foto sarebbe davvero molto meno efficace! Ancora una volta la figura umana che non turba l’ambiente perché si integra perfettamente anche a livello cromatico, è per me vincente.

A livello compositivo, forse io avrei lasciato un pochino più di aria sulla testa. Per aria sulla testa si intende, soprattutto nei ritratti, l’idea di evitare dei tagli troppo prossimi al bordo della testa, in modo da non dare la sensazione di schiacciamento. Spesso questo capita anche nelle fotografie di paesaggi. Credo quindi che in questo caso un pochino di cielo in più avrebbe fatto respirare meglio l’immagine, magari recuperando lì un po’ le alte luci.

Domanda: avete riconosciuto la “fotografa mulo” nella foto?! Io credo di essermi riconosciuta! Grazie Luca! 🙂

La balena

di Stefano

La balena: lettura compositiva di una fotografia
La balena di Stefano

Grazie a Stefano che mi ha inviato questa immagine della coda di una balena che si solleva dalle fredde acque islandesi. Per catturare l’istante Stefano ha scattato a raffica e ha scelto (o la fortuna ha voluto così) che sullo sfondo ci fosse un’altra imbarcazione. Il taglio dell’immagine che mi ha inviato Stefano è un panoramico in 16:9, e metto qui l’originale.

Trovo sicuramente vincente avere alle spalle un’altra imbarcazione soprattutto perché non “impalla” la balena, nel senso che la barca non si sovrappone alla coda. In questo caso sarebbe stato più fastidioso! Mi piace molto la scritta che si vede (Hildur è un nome femminile molto Islandese! E quindi ci regala una bella connotazione territoriale). Fate attenzione che se in un’immagine è visibile una scritta è importante che si leggibile e che possibilmente non sia tagliata.

Mi disturbano invece un pochino le teste mozzate delle persone sulla sinistra, avrei quindi forse scelto un taglio un po’ più chiuso ( lasciando la barca dove si vede la scritta) oppure ampliando l’inquadratura. Un’altra possibile alternativa poteva essere quella di ridurre un po’ la profondità di campo, se possibile. Ridurre la profondità di campo può essere utile per ridurre il disordine di uno sfondo che spesso non possiamo gestire completamente.

La scelta del tempo di scatto molto rapido congela le goccioline di acqua sollevate dalla balena e funziona bene. In generale consiglio un tempo o decisamente rapido come in questo caso, o decisamente lungo se si vuole dare una sensazione forte di movimento. (ATTENZIONE: il concetto di tempo lungo o tempo breve dipende molto dalle condizioni!)

Alba nella Madikwe game reserve

di Mara

Alba nella Madikwe game reserve: lettura compositiva di una fotografia
Alba nella Madikwe game reserve di Mara

Ecco il breve racconto di Mara:

In giro, solo noi con il ranger. Una pozza d’acqua dove si abbeveravano tre rinoceronti, ma a me ha colpito la perfetta simmetria del riflesso nell’acqua.

Questo mi ha dato spunto per un paio di riflessioni. La prima è che davvero ognuno di noi ha una sensibilità diversa.. e mi piace immaginare la scena di 3 rinoceronti che si abbeverano alla pozza e di Mara che fotografa lo splendido riflesso dell’albero. Si dice che il fotografo vede cose che gli altri non vedono… credo che questo sia un esempio e mi piace molto!

La seconda considerazione riguarda in generale un aspetto della fotografia naturalistica. In questa immagine vediamo una luce splendida che ha contribuito al riflesso. Nella descrizione Mara ci racconta dell’alba e della solitudine. Ecco: la luce, non dimentichiamolo mai, è parte fondamentale della fotografia. Essere nel posto giusto (viaggiare con le guide fa spesso una grande differenza!) e nel momento giusto (sappiamo che alba e tramonto sono i momenti migliori in generale ma ogni situazione va studiata con molta attenzione) contribuisce in modo sostanziale alla realizzazione di una buona fotografia.

Torniamo all’immagine che ripropongo qui in formato originale verticale (prima foto). Una considerazione che mi sento di fare è che forse avrei lasciato un pochino di “aria sulla testa” ne avevamo parlato già. Il ramo che arriva al bordo del fotogramma mi disturba un pochino. (Ma si sa che il mio compito è quello di rompere sempre le scatole!!!) Ottima invece la gestione dell’esposizione! Mi piace anche il punto di ripresa e naturalmente la simmetria. La foto ha un formato fuori standard (non è un 2:3.. ma neanche un 3:4), non so se sia stato fatto un ritaglio libero, ma credo che un formato standard 2:3 avrebbe aiutato a slanciare un pochino l’immagine rendendola più scorrevole! In generale io preferisco i formati standard.

In ogni caso un bel lavoro e soprattutto, credo, un’esperienza magnifica!

Dettagli

di Cristina

Dettagli: lettura compositiva di una fotografia
Dettagli di Cristina

Ecco l’immagine di Cristina e la descrizione che mi ha inviato.

Foto scattata a Terranova zona Anse Aux Meadows verso il punto più estremo, non lontano dal sito vikingo. Risale al mio viaggio del settembre 2017, giravo attorno a questo "paesino" di non più di 5 case dove c'era un b&b dove ho dormito. C'era una luce bellissima al tramonto e questa "catapecchia" abbandonata l'ho associato un pò a questi nostri tempi incerti e di isolamento. E' stata scattata con la mia Nikon 3100 e l'obbiettivo Nikon dx 55-200 Riporto la foto originale nel mio amatissimo formato verticale.

La foto presenta un mood molto delicato e quasi “decadente” che ben si concilia con il soggetto e la luce molto tenue. Trovo molto azzeccata l’inquadratura. Avere inserito in primo piano molta parte del campo ci trasmette il concetto di “solitudine e di isolamento” della catapecchia. Mi piace anche la scelta di spazio lasciata al cielo: abbastanza da farci ben intendere il suo splendido colore ma non troppo da risultare “noioso” perché a vederlo sembra molto uniforme.

Attenzione però all’orizzonte! Il mare risulta pendere un pochino a destra! Ricordate la bolla: https://www.sopravvivenzafotografica.it/11-impariamo-usare-linee-orizzontali-corso-creativo-online-fotografia/.

Io ho provato a raddrizzarla e a dare una leggerissima evidenza alla casetta e al prato davanti per cercare di darle una maggiore tridimensionalità

Riflessione in crescendo di pathos: la fotografia è stata scattata con una macchina di circa 10 anni fa e un obiettivo semplice. Il file che ho ricevuto pecca un po’ di nitidezza ( probabilmente anche complice la compressione di invio immagine) e di dinamica (idem). Ma… chissenefrega!!!!!!! La foto è molto suggestiva, il mood “morbido” è quasi aiutato dalla non perfetta nitidezza…E’ una bella foto. Punto! Potrebbe essere stata scattata con qualsiasi cosa! Insomma, molto spesso tendiamo ad avere un po’ di scrupoli con le attrezzature e a volte le usiamo come scusa, quante volte ho sentito la frase: ehhh ma il problema è il mio obiettivo, ehhh ma il problema è la mia macchina… ehhh ma iniziamo a fare belle foto! Poi se il problema è l’obiettivo o la macchina o il cavalletto o il filtro o qualsiasi altro aspetto tecnico, quello si può sempre risolvere!!! La sensibilità quella no.. quella va cercata, niente scuse!!!

PS: Grazie Cristina per la foto e per la riflessione che ne è scaturita!!

Che dite!??!

Dettagli

di Mariateresa

Dettagli: lettura compositiva di una fotografia
Dettagli di Mariateresa

Scatto in modalità automatica, al volo durante una passeggiata. Da principiante assoluta, non ho ancora capito come impostare per scattare in manuale. Mi piaceva il riflesso dell’acqua e ho provato.

Avere colo d’occhio in fotografia è fondamentale e accorgersi delle cose belle è sicuramente un ottimo punto di partenza. Mariateresa mi racconta di avere scattato in automatico. Spesso all’inizio si utilizza questa modalità perché “la macchina” è complicata quando non si conoscono i fondamenti ed è ottimo scattare così per non perdere le belle cose che vediamo. Ma non sempre il risultato è all’altezza delle nostre aspettative. Proprio per mancanza di controllo. E’ così, ma poi con il tempo e la pratica tutto diventa più semplice e automatico.

Lo scatto di Mariateresa presenta un soggetto difficile da scattare in automatico , per diverse ragioni. La prima, e forse la più importante, è che l’acqua è un soggetto in movimento e lo scatto in automatico non ci fornisce il controllo sul risultato. Quello che verrà fuori lo decide la macchina, ma devo dire che in questo caso il risultato è molto buono.

La macchina, in automatico, cerca poi sempre di fare la foto perfetta da un punto di vista esposimetro, ma in alcuni casi potrebbe non essere la soluzione migliore. In questo caso ad esempio trovo l’immagine un po’ “sbattuta” con poco contrasto. Ma questo è dovuto alle impostazioni scelte dalla macchina davanti ad un soggetto abbastanza uniforme.

Io ho provato a dare un po’ di “tono” all’immagine regalandole credo molta tridimensionalità.

Complimenti invece per l’inquadratura che non è banale. Il “pavimento basso” lascia molto spazio alla tenda d’acqua sullo sfondo che ha un pattern molto bello. Mi turba un pochino il sasso di sinistra a cui manca la punta ma sono noiosa e il mio compito è rompere! 😉

MESSAGGIO PUBBLICITARIO!!! Cara Mariateresa, un corso di fotografia sarebbe ottimo per rendere semplice iniziare a scattare in manuale. … la butto lì!! 😛

Il luogo sperduto

di Sofia

Il luogo sperduto: lettura compositiva di una fotografia
Il luogo sperduto di Sofia

Una distesa di erba e una cartello di divieto di caccia….con un significato unico ma anche molto semplice

Sofia, attraverso l’app, mi manda questa immagine con il commento che ho riportato.

E’ una immagine di paesaggio un po’ particolare che lascia molto spazio all’elemento umano. La prima cosa che noto dell’immagine è il fatto che la scritta non sia intera. E’ vero che capiamo perfettamente di che cosa si tratta ma le lettere incomplete mi lasciano sempre un interrogativo?! Perché questa scelta? Di certo è un pochino disturbante (o almeno a me fa questo effetto) , e forse era proprio questo che Sofia ci voleva trasmettere? Il disturbo di un cartello di divieto di caccia in un luogo così sereno?! Accentuata da un taglio insolito? La scelta è stata voluta?

In generale credo che avrei scelto una inquadratura leggermente meno chiusa, lasciando un pochino di spazio in più alla distesa verde che si intuisce solo un pochino sulla sinistra. Trovo invece molto azzeccata la scelta della profondità di campo ridotta, complice la grande vicinanza con il cartello. L’orizzonte storto in realtà in questo caso non mi turba particolarmente… è vero è visibile e si intuisce, più che dal prato (potrebbe benissimo essere in discesa) dai pali sfocati sullo sfondo. Ma sono sfocati.. quindi secondo me ci può stare. Diverso discorso se fossero stati perfettamente a fuoco.

Riporto la foto per completezza qui per l’ultima osservazione:

Come si vede la foto presenta una cornice grafica. Anche se è vero che la cornice “aiuta” l’immagine, in generale io preferisco la pulizia e le immagini semplici. Come forse avete notato non metto mai cornici, firma, loghi o watermark. Forse è un po’ un approccio rigido ma personalmente preferisco che la fotografia parli da sola.

Mi piace questo scatto e sono curiosa di sapere di più… ringrazio tanto Sofia per questa immagine e spero abbia piacere di commentare qui sotto!

Domande frequenti

Cos'è la lettura dell'immagine?

È l'esercizio di analizzare una fotografia già fatta per capire come è costruita: dove cade il soggetto, quali linee e forme la organizzano, quali scelte compositive la rendono efficace. Serve ad allenare l'occhio, perché per imparare a comporre bisogna prima imparare a vedere.

Perché analizzare le foto degli altri (e le proprie)?

Perché leggere immagini riuscite, in modo consapevole, fa emergere i costrutti che funzionano: linee guida, equilibrio, pieni e vuoti, punti di forza. Ripetuto nel tempo diventa istinto, e ti ritrovi a comporre meglio senza pensarci.

Come si usa questa raccolta?

Scorri le letture una alla volta, guarda la foto e poi leggi l'analisi: prova a notare gli stessi elementi prima di leggerli. È il complemento pratico delle lezioni del Manuale di fotografia creativa.

Elisabetta Rosso, fotografa e docente di Photolab Academy

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