Per molti di noi la fotografia è un modo per raccontare e raccontarsi. E in effetti così dovrebbe essere, in quanto linguaggio. Quindi il primo consiglio è avere qualcosa da dire: quando si vuole comunicare, è generalmente una cosa molto utile.
Se fotografare vuol dire scrivere con la luce, allora chiediamoci non solo come possiamo scrivere, ma anche e soprattutto che cosa vogliamo raccontare. E poiché di fotografie che non dicono nulla ce ne sono già tante, proviamo a lavorare nella direzione del contenuto.
La natura e il paesaggio in generale sono continue fonti di ispirazione per chiunque, professionista o semplice appassionato. Chiunque viaggi con la macchina fotografica si è cimentato con la fotografia di paesaggio, spesso però con grande delusione. Vi sarà capitato di essere totalmente insoddisfatti di quello che avete prodotto. Ma perché è così difficile? Avete presente la sensazione di voler fare un bel disegno e riuscire a realizzare solo l'omino stecchino di quando avevate quattro anni? Io sì, ed ecco perché fotografo e non disegno. È una frustrazione simile a quella di vedere un paesaggio bellissimo e farne una foto, nella migliore delle ipotesi banale.
Vedere e sentire
Proviamo a capirci qualcosa. Quante volte vi siete trovati di fronte a uno scenario incredibile, con il desiderio di immortalarlo, e il risultato non era assolutamente paragonabile alle aspettative? La sensazione che nella foto non si vedesse nulla di quello che avevate visto con i vostri occhi? Succede spesso, almeno a me.
Prima di tutto concentriamoci sul concetto di vedere e sentire. Quando ci troviamo davanti a uno splendido panorama non ci limitiamo a vederlo con gli occhi: tutti i nostri sensi vengono coinvolti. Il rumore del vento tra gli alberi o delle onde riempie le orecchie. L'odore dell'erba bagnata o della polvere stimola l'olfatto. La pelle sente il caldo, il freddo, l'umidità. I muscoli sentono la fatica.
Tutto questo stimola il cervello e integra il senso della vista. L'immagine mentale che ci creiamo va ben oltre l'immagine oggettiva davanti a noi: diventa un'immagine fatta di esperienze sensoriali, e anche di ricordi ed emozioni personali. Se abbiamo camminato e faticato per raggiungere un luogo, o se quel luogo ci suscita ricordi, tutto questo collabora a costruire ciò che vediamo. Ecco perché lo stesso paesaggio suscita emozioni diverse con il sole o con la pioggia, di buon umore o malinconici, con la fidanzata o con la suocera.
Nel momento in cui cerchiamo di mettere tutto questo in una fotografia, il risultato spesso diventa insoddisfacente. Questo Manuale di fotografia creativa si concentra proprio su questo: usare tecniche compositive e scelte fotografiche per cercare di inserire quelle emozioni dentro uno scatto. Il primo passo, lo vediamo nella prossima lezione, è imparare a guardare. La suocera, magari, lasciamola fuori.
✏️ Esercizio pratico: trova un titolo
Prendi alcune tue vecchie foto e, se non ce l'hanno, dai loro un titolo. Fallo in modo oggettivo, analizzando la foto, non ricordando l'esperienza. Niente titoli chilometrici. Se dare un titolo è facile, probabilmente la foto comunica un concetto chiaro: bene. Se invece è difficile, o il titolo diventa una descrizione infinita, forse la foto comunica poco. Idea in più: fai dare un titolo anche a qualcun altro e vedi se si assomigliano.
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Domande frequenti
Da dove si parte per comporre una foto?
Dal contenuto: prima del come, conviene chiedersi cosa vogliamo raccontare. Fotografare è scrivere con la luce, e di immagini che non dicono nulla ce ne sono già tante, quindi vale la pena lavorare nella direzione del contenuto.
Perché la fotografia di paesaggio è così difficile?
Perché davanti a un panorama non usiamo solo la vista: suoni, odori, fatica, ricordi ed emozioni costruiscono un'immagine mentale molto più ricca di quella oggettiva. Tradurre tutto questo in uno scatto è la vera sfida della composizione.
Cosa intendi per vedere e sentire?
Significa essere consapevoli che la nostra percezione di una scena è fatta anche di esperienze sensoriali ed emotive. La composizione serve proprio a inserire in una fotografia quelle emozioni, non solo gli elementi che abbiamo davanti.
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