Oggi mi sveglio con pensieri e riflessioni. In questo periodo abbiamo assistito a discussioni su come la scelta di inquadratura e obiettivo possa modificare la percezione di quello che vediamo. E questo mi ha suscitato un pensiero sulla potenza della fotografia. Vi racconto un siparietto che mi è capitato qualche anno fa.

Parlavo con un collega fotografo di reportage, una persona affermata, in gamba. Quando gli ho raccontato che mi occupo anche di fotografia di paesaggio, la sua reazione è stata più o meno questa:

Ma che senso ha fotografare paesaggi, che tanto stanno lì e li vedono tutti? Ormai è stato fotografato tutto. A che serve? Il paesaggio è lì, che cosa devi fotografare?

Due considerazioni facili facili. La prima: sei un po' cafone, perché tutto questo te lo puoi anche evitare. Posso pure pensare che fai un lavoro inutile, ma magari ho la decenza di non dirtelo così. Che non significa essere ipocriti, significa proprio non essere maleducati. La seconda: ma davvero?

Io mi batto a ogni viaggio per dire che ogni momento e ogni immagine nella nostra testa è unica e irripetibile, che con la macchina fotografica possiamo creare qualcosa di meravigliosamente intimo e personale. È vero che ormai sembra di aver visto tutto: potete cercare su internet qualsiasi posto e trovare un sacco di foto. Ma che cosa significa davvero vedere? Io credo che la potenza della fotografia sia riuscire a mostrare quello che noi stiamo vedendo e sentendo in quel momento, catturarlo con i nostri occhi, rielaborarlo con il cervello e con il cuore, e restituirlo al mondo attraverso la fotocamera.

Ecco che allora tutto può e deve essere fotografato e rifotografato all'infinito, perché tutto cambia, tutto scorre, e soprattutto noi cambiamo a ogni istante. L'invito di oggi è questo: pensate ogni fotografia come un oggetto unico e prezioso, irripetibile. A quel punto ogni cosa avrà senso di essere fotografata, anche il paesaggio. E attraverso i superpoteri che ci regala la fotografia, obiettivo, inquadratura, tempo, profondità di campo, possiamo plasmare la realtà a nostro piacimento. È bellissimo, ed è quello che impariamo a fare nel corso di composizione avanzata.

Domande frequenti

L'inquadratura cambia la percezione di una scena?

Sì, e molto. La scelta dell'inquadratura e dell'obiettivo modifica come percepiamo ciò che vediamo: può comprimere o dilatare lo spazio, includere o escludere, e quindi cambiare completamente il racconto di una stessa scena.

Ha senso fotografare cose già viste mille volte?

Sì. Tutto può e deve essere fotografato e rifotografato, perché tutto cambia e noi cambiamo a ogni istante. La potenza della fotografia è mostrare quello che noi stiamo vedendo e sentendo in quel preciso momento, in modo unico.

Quali sono i superpoteri del fotografo?

Obiettivo, inquadratura, tempo, profondità di campo e le altre scelte tecniche e compositive: usati con consapevolezza permettono di plasmare la realtà a nostro piacimento e di rendere ogni immagine unica e preziosa.

Elisabetta Rosso, fotografa e docente di Photolab Academy

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