Intendo la vista come il processo meccanico con cui siamo in grado di vedere, e la visione come la reinterpretazione che il nostro cervello fa di quello che la vista gli propone. E noi, come fotografi, dobbiamo cercare di essere visionari. In sostanza la vista è un processo oggettivo, la visione, in quanto reinterpretazione, è un processo soggettivo.
La macchina fotografica, in quanto strumento meccanico ed elettronico, è tendenzialmente stupida: è oggettiva e realizza un'immagine oggettiva, e a volte stupida. Quello che noi vediamo guardando un paesaggio, invece, non è puramente oggettivo, ma mediato dalla nostra percezione. Ecco perché, quando fotografiamo un panorama che ci ha emozionato, abbiamo la sensazione che non ci sia nulla di quello che avevamo visto, o che le cose che ci avevano colpito spariscano confuse tra molti elementi inutili.
Questo accade perché il cervello rielabora ciò che vede dando pesi diversi alle cose interessanti. Così quel singolo fiore in un prato, che ci sembrava bellissimo, quando lo fotografiamo nel suo contesto sparisce: il nostro occhio aveva visto il fiore nel campo e gli aveva attribuito un peso maggiore di quello reale. La macchina si limita a vederlo. Sta a noi usare tutte le nostre competenze di composizione per ridargli peso.
Esempio: il bilanciamento del bianco
Provate a scattare con una lampadina accesa vicino a una finestra. Otterrete una dominante gialla, tanto più gialla quanto la luce è calda, e una decisamente azzurra, quella della finestra. Queste dominanti così intense non sono visibili al nostro occhio, o meglio sono rielaborate dal cervello per ottenere una luce il più possibile uniforme. Se vuoi approfondire, ho scritto una guida dedicata al bilanciamento del bianco. Insomma, possiamo vantarci di essere più intelligenti di una macchina fotografica, almeno speriamo.
Più avanti vedremo anche come la scelta dell'inquadratura e dell'obiettivo possano contribuire a far sparire le cose, mai una gioia, o a evidenziarle. E dalla prossima lezione entriamo nel vivo della composizione usando le linee. Allenare la visione, oltre alla vista, è esattamente ciò che facciamo nel corso di composizione avanzata.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra vista e visione?
La vista è il processo meccanico e oggettivo con cui vediamo, la visione è la reinterpretazione soggettiva che ne fa il cervello. La macchina fotografica vede e basta, noi invece diamo pesi diversi alle cose: il compito del fotografo è essere visionario.
Perché un soggetto sparisce nella foto?
Perché il nostro cervello gli aveva dato più peso di quanto ne avesse davvero. Quel fiore che ci sembrava bellissimo, fotografato nel suo contesto, si confonde tra molti elementi: sta a noi usare la composizione per ridargli importanza.
Cosa c'entra il bilanciamento del bianco?
È un esempio perfetto: due luci, una calda e una fredda, creano dominanti di colore che il nostro cervello corregge automaticamente, ma che la fotocamera registra così come sono. Vediamo il mondo già reinterpretato, lei no.
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