Cominciamo con le forme geometriche più semplici, quindi con l'utilizzo delle linee. Orizzontali, verticali, oblique o curve, le linee si possono presentare in natura in modo molto esplicito o semplicemente suggerito. La linea diagonale di una montagna è, ad esempio, una linea forte e continua, decisa, che divide o accompagna in modo importante.
Poiché una delle problematiche della fotografia di paesaggio è spesso quella di catturare l'attenzione dello spettatore, le linee sono un bellissimo strumento per guidare l'occhio di chi guarda verso il luogo che ci interessa, verso il soggetto della foto, dove ci fa comodo insomma.
Le linee più semplici che possiamo individuare sono le linee rette. Linee decise che, a seconda della loro direzione, possiamo semplificare in orizzontali, verticali e diagonali. Le linee perfettamente rette sono difficilmente presenti in natura, ma molte linee naturali sono assimilabili a rette, mentre rette sono spesso quelle frutto dell'intervento umano. Cerchiamo di vederle e di inserirle nella nostra immagine, per portare chi guarda dove vogliamo o per dare ritmo all'immagine.
Non eliminare: sfrutta
Attenzione: quando facciamo fotografia di paesaggio siamo spesso tentati di eliminare tutto ciò che non è naturale, perché detestiamo case, pali della luce e la presenza umana in generale. Spesso mi viene chiesto se tolgo "quella robaccia in postproduzione". Allora, io sono una dura e pura del timbro-clone: non lo uso, se non per le macchie del mio povero sensore, e non tolgo mai nessun elemento presente nella scena. Se un elemento è lì e non l'ho visto, anatema su di me, perché dovevo guardare meglio, e qui torno alla lezione su come imparare a guardare. Se invece l'ho visto e non posso toglierlo dall'inquadratura, allora provo a sfruttarlo: abituiamoci a usare al meglio tutto ciò che non possiamo eliminare.
Sopra ho fatto un esempio con le linee e senza: sì, ho usato il timbro-clone, molto male e molto rapidamente, per togliere le righe, ma naturalmente solo per questo esempio. Le mie righe di pneumatico io me le tengo ben strette, perché aiutano a riempire il fotogramma e un paio di loro mi accompagnano verso la minuscola figura umana, che dà un punto di riferimento dimensionale all'ambiente. Qui il taglio verticale accompagna le linee meglio di quello orizzontale.
Fotografare un ambiente molto vuoto come questo è difficile: linee e direttrici possono essere un aiuto fondamentale. Nel corso di composizione avanzata lavoriamo proprio su come individuarle e costruirci sopra l'inquadratura. Che dite, avete provato? Funziona?
Domande frequenti
A cosa servono le linee nella composizione?
Le linee guidano lo sguardo di chi osserva dentro l'immagine, verso il soggetto o il punto che ci interessa, e danno ritmo e ordine alla scena. Sono uno degli strumenti più potenti per rendere leggibile soprattutto la fotografia di paesaggio.
Quali tipi di linee esistono in fotografia?
Le linee rette si dividono per direzione in orizzontali, verticali e diagonali, a cui si aggiungono le linee curve. In natura le linee perfettamente rette sono rare, ma moltissimi elementi naturali sono assimilabili a rette e si possono sfruttare nella composizione.
Meglio eliminare gli elementi artificiali dal paesaggio?
Non per forza. Invece di cancellare pali, strade o segni umani, spesso conviene sfruttarli come linee compositive. Se un elemento è nell'inquadratura, tanto vale usarlo per guidare lo sguardo invece di rimuoverlo in postproduzione.
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