Come abbiamo visto, se l'occhio dell'osservatore vaga senza meta dentro l'immagine senza trovare un preciso punto di interesse, la fotografia risulta confusa e poco leggibile, e rischiamo di scatenare l'odioso effetto mmmm. Dobbiamo quindi provare ad accompagnare e guidare lo sguardo di chi guarda, in modo da indirizzarlo.

Linee e forme geometriche sono da sempre funzionali a questo scopo. Non solo in fotografia: anche in arte l'uso di forme, linee e geometrie serve da sempre a rendere un'immagine più leggibile e piacevole. Il triangolo, ad esempio, come elemento di organizzazione della composizione si ritrova spesso nei dipinti e nelle sculture del Rinascimento, perché trasmette ordine e stabilità.

L'occhio umano ricerca forme conosciute e, nel riconoscerle, ne trae un piacere visivo. Pensate ai triangoli impliciti nella Sant'Anna di Leonardo da Vinci, nella Madonna del Cardellino di Raffaello o nella Pietà vaticana di Michelangelo. Tutto questo per dire che non è un'invenzione dei fotografi, ma una soluzione classica che arriva dalla storia dell'arte. E se lo facevano Leonardo, Michelangelo e Raffaello, che non erano malaccio, possiamo valutare di provarci anche noi, no?

A volte, quindi, vale la pena di spostarsi, di abbassarsi, di muoversi per andare a cercare quel punto di vista che mette in ordine le cose, sfruttando anche le linee della scena. È un occhio che si allena, ed è proprio quello che facciamo nel corso di composizione avanzata.

✏️ Esercizio pratico: reverse engineering sull'arte

Prendi un libro di storia dell'arte, o cerca online quadri e sculture famosi, e prova a trovarci triangoli e forme geometriche. È quello che chiamo reverse engineering: per imparare a fare, prima impariamo a vedere, studiando i bravi. Parti da classici come la Madonna Sistina di Raffaello, la Vergine delle Rocce di Leonardo o la Creazione di Adamo di Michelangelo: che forme ci trovi? Soprattutto, rifatti gli occhi.

Esempio per l'esercizio: arteEsempio per l'esercizio: arte

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Domande frequenti

Come si guida lo sguardo in una foto?

Con linee e forme geometriche, che da sempre rendono un'immagine più leggibile e piacevole. Indirizzano l'occhio dell'osservatore e gli impediscono di vagare senza meta, evitando l'effetto mmmm.

Perché il triangolo funziona in composizione?

Perché l'occhio umano cerca forme conosciute e nel riconoscerle prova un piacere visivo. Il triangolo, in particolare, trasmette ordine e stabilità, ed è usatissimo nella pittura e nella scultura del Rinascimento.

È una tecnica inventata dai fotografi?

No, è una soluzione classica che arriva dalla storia dell'arte. Se la usavano Leonardo, Michelangelo e Raffaello, possiamo valutare di provarci anche noi: a volte basta spostarsi e abbassarsi per trovare il punto di vista che mette in ordine le cose.

Elisabetta Rosso, fotografa e docente di Photolab Academy

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